CASE POPOLARI PER SENZA TETTO

Viale Augusto, 111-121, Fuorigrotta

progetto: Luigi Cosenza, Carlo Coen

GENIO CIVILE

1949-50

 

 

In linea con i principi teorizzati nella ricerca sull’abitazione popolare a Napoli, Luigi Cosenza progettò nella griglia di piano del 1937 un maxi-isolato destinato ai senzatetto, ma che, dopo la costruzione del Politecnico, auspicava fossero rilevati dall’Università e destinati a casa dello studente.

Questi edifici costituiscono il primo insediamento residenziale lungo il viale Augusto, in un quartiere, quello di Fuorigrotta, caratterizzato dai recenti  esempi modernisti della Mostra delle Terre di Oltremare e della Stazione della Ferrovia Cumana.

Il progetto originario prevedeva la realizzazione di 4 edifici a 6 piani (senza ascensore, recentemente aggiunto all‘esterno su progetto di R. Dalisi (fig. 7), 2 edifici alti a 10 piani sollevati su pilotis, ed una piccola scuola di sole 5 aule.

Furono poi realizzati solo 3 degli edifici a 6 piani, secondo uno schema a “pettine”, collegati, lungo il viale Augusto, da un edificio basso su pilotis caratterizzato da finestre a nastro e balconi fortemente aggettanti (fig. 1).

fig. 1 – Planimetria di progetto con la suddivisione in lotti

fig. 2 – Pianta tipo dell’alloggio

L’edificio costituiva, nella volontà del progettista, un filtro per l’accesso pedonale, destinando quello veicolare alla strada parallela sulla quale si aprono le corti destinate a verde (fig. 2 -3).

fig. 3 – Progetto di Luigi Cosenza: Vista assonometrica e prospetto sulla corte interna

La tipologia riprende quella adottata per le case popolari di via Consalvo, una struttura aperta, priva della distinzione tra zona notte e zona giorno, con le facciate caratterizzate da lunghe balconate protette da griglie verticali ad est, per le zone di servizio, e da griglie orizzontali per la zona di soggiorno-ingresso ad ovest, dove la scala aperta introduce direttamente ai singoli appartamenti, ed un piano terra, filtro per gestire e sfruttare al massimo il soleggiamento, senza però rinunciare all’applicazione, non solo formale, dei principi razionalisti (fig. 2 – 3 - 4).

fig. 4 – Confronto tra la planimetria originaria e lo stato attuale

La nitidezza dei volumi e l’uso dell’intonaco di colore bianco, ne costituivano i principali aspetti, anche se, allo stato attuale, le notevoli e sostanziali modifiche, ne hanno contraffatto i principi originari.

In facciata appare l’intonaco giallo, proprio per l’edificio basso di connessione, caratterizzato dalle finestre a nastro, scompaiono, altresì,  i frangisole ed i ballatoi di distribuzione agli appartamenti, a favore delle verande che hanno consentito l’appropriazione dei ballatoi (fig. 5– 6 – 7).

fig. 5 – Le alterazioni cromatiche


fig. 6 – L’inserimento dell’ascensore

fig. 7 – I frangisole verticali